sabato , 15 Agosto 2020

Salute mentale e isolamento forzato: tra rischi e necessità in Italia e in Abruzzo

In queste infinite settimane di isolamento forzato ognuno di noi sta capendo cosa significa rimanere solo con se stesso, con i suoi pensieri, le sue paure e le sue emozioni.

Sì, perché quando si esauriscono le cose da fare è inevitabile che preoccupazioni e brutti pensieri prendano il sopravvento. Forse per questo continuiamo a dirci “andrà tutto bene”, quasi a volercelo imporre perché ai sentimenti negativi non siamo abituati, non possono appartenerci, sono sbagliati, da eliminare. Quindi li ignoriamo, li lasciamo lì, in un angolo, nell’attesa di essere distratti dalla prossima avvincente cosa da fare. Però esistono persone che non riescono ad ignorare questo genere di emozioni, anzi, ne sono influenzate al tal punto da renderle completamente succubi.

Qual è la situazione di chi soffre di patologie mentali durante questo periodo? Loro, che l’isolamento lo vivono ogni giorno, insieme alle loro famiglie, stanno subendo effetti pesanti, riconducibili solo in parte alla pandemia in atto.

All’interno della Regione Abruzzo, le associazioni “Altri orizzonti”, “COSMA”,“Percorsi” e “180 amici L’Aquila”, appartenenti all’ UNASAM, si occupano da sempre delle tematiche inerenti la salute mentale e in queste settimane stanno supportando, come possono, i loro utenti e le rispettive famiglie. Distanza e isolamento hanno acuito le difficoltà che i nuclei familiari vivono quotidianamente, lasciandole in preda allo smarrimento e alla preoccupazione. È utile ricordare quanto il territorio sia fondamentale per la tutela e il sostegno di chi è più fragile. Bisogna specificare che per territorio si intende l’insieme dei soggetti implicati nelle azioni di supporto, i quali collaborano sinergicamente per un obiettivo comune, ovvero il benessere dell’individuo. Nel caso della salute mentale i soggetti sono principalmente il Dipartimento di Salute Mentale attraverso le Unità Operative del Centro di Salute Mentale, il Centro Diurno, il Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura ,la Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza, le Istituzioni locali e le Associazioni Enti di Terzo Settore.
Non poter raggiungere fisicamente il Centro di Salute Mentale o anche vivere difficoltà a farlo equivale ad interrompere ogni tipo di terapia e le conseguenze non possono che essere negative. Il rischio concreto che si corre è di un aumento considerevole dei Trattamenti Sanitari Ospedalieri dove la sofferenza attuale si sovrappone alla limitazione della libertà personale, il tutto in un sistema sanitario già fortemente provato.

Sulle limitazioni della libertà personale connesse con i Trattamenti Sanitari Obbligatori ( nei Servizi Psichiatrici Diagnosi e Cura) e con la Misura di Sicurezza del percorso riabilitativo in Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza(Rems) si ricorda quanto raccomandato dal Consiglio d’Europa Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) CPT/Inf(2020)13 , attraverso i “Principi relativi al trattamento delle persone private della libertà personale nell’ambito della pandemia del coronavirus (COVID-19) pubblicato il 20 marzo 2020”*

Le Associazioni e le Istituzioni locali come i Comuni stanno accogliendo le segnalazioni di aiuto e notano che a livello regionale ci sono grosse difficoltà a raggiungere l’utenza. Pur essendo propositive ed efficienti sul piano sociale e dell’assistenza a distanza, esse possono ben poco davanti ad esigenze di carattere meramente sanitario. Non è chiaro quali siano, se ci sono, le modalità organizzative da attuare in questa situazione emergenziale, quali procedure debbano seguire i nostri utenti che sono soli ed hanno paura. Non poter dare loro una risposta è avvilente e scoraggiante, soprattutto quando ci si fa portavoce di tali richieste e non si hanno risposte. Da una parte il grido di chi ha bisogno d’aiuto, dall’altra il silenzio. Nel mezzo solo rabbia.

Chiediamo alla Regione Abruzzo di attivarsi per verificare in modo capillare cosa stia realmente succedendo sul nostro territorio, di fare chiarezza e di dare finalmente una risposta in modo tale da placare preoccupazioni e paure. Le Associazioni tutte sono pronte a dare il proprio contributo per agevolare queste procedure, sempre nell’ottica di quella sinergia tanto auspicata e già intrapresa con la Regione.

*Diffuso dal Garante Nazionale per i diritti dei detenuti

Le Associazioni aderenti UNASAM